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La verità sugli effetti della nicotina nel nostro organismo

Ora studiamo meglio i meccanismi fisiologici legati all’assunzione di nicotina e confrontiamoli con quelli di un individuo non fumatore. Supponiamo che tu abbia il desiderio di fumare e provi il classico senso di insofferenza e irrequietezza dovuto all’astinenza. Hai voglia di fumare perché, da quando hai spento l’ultima sigaretta, il livello di nicotina nel sangue è sceso al di sotto di una certa soglia. Nel momento in cui accendi una sigaretta non fai altro che iniettare nel tuo sangue altra nicotina, in modo da riportare il livello della stessa ad un valore accettabile per il tuo organismo. Il tuo corpo è infatti dipendente dalla nicotina e ogni tanto te ne chiede una dose, per ristabilirne l’equilibrio. Come ben sai, appena inizi a fumare una sigaretta, il senso di irrequietezza scompare perché vai a colmare quel senso di vuoto causato dall’abbassamento del livello di nicotina. A questo punto il livello di nicotina nel sangue ritorna normale ed è questo il momento in cui il tuo stato psichico può essere paragonato a quello di un “non fumatore”. Appena hai spento l’ultima sigaretta ed hai ristabilito il giusto livello di nicotina nel sangue, raggiungi una certa tranquillità mentale: potremmo dire che raggiungi uno stato di normalità che è lo stato in cui si trova abitualmente il “non fumatore”, il quale ovviamente non ha dipendenze. Ma già dopo pochi minuti dall’ultima sigaretta, il livello di nicotina presente nel tuo sangue inizia a scendere. Mentre il “non fumatore”, non avendo nicotina in circolo, permane nel suo stato di “normalità” e benessere psicofisico, tu cominci a diventare insofferente. Se attribuissimo un valore al livello di benessere psicofisico dell’individuo, potremmo dire che, mentre nel “non fumatore” questo livello rimane costante nel tempo, nel fumatore scende fino ad un livello minimo (cioè fin quando il basso contenuto di nicotina nel sangue provoca insofferenza) e, solo dopo aver inalato una nuova dose di nicotina, ritorna ad un livello normale (perché viene ristabilito l’equilibrio all’interno dell’organismo).


Il grafico mostra il confronto tra il livello di benessere di un “non fumatore” e quello di un “fumatore” in un certo intervallo di tempo. Il livello di benessere del “non fumatore” è indicato con la linea blu ed è sempre costante nel tempo (valore fisso pari a 100). Mentre il “non fumatore” sta bene sempre, il “fumatore” sta bene solo nei primi minuti successivi alla fumata. I punti indicati con il pallino verde indicano il momento in cui il fumatore sta fumando la sua sigaretta, quindi il momento in cui il suo livello di benessere psicofisico ritorna ad un valore normale (indicato con 100). Ma gradualmente, col passare dei minuti dall’ultima sigaretta, il livello di benessere psicofisico del fumatore inizia a scendere perché viene a diminuire una sostanza (la nicotina) dalla quale il suo organismo è dipendente. La curva del fumatore è sinusoidale, cioè scende per poi risalire, come un’onda. Si intuisce come per gran parte del tempo il fumatore si trovi al di sotto della soglia di normalità. Esclusi quei pochi minuti in cui il livello di nicotina nel sangue è massimo, per il restante periodo della giornata il fumatore è in uno stato deficitario e comunque ad un livello di benessere inferiore rispetto a quello che avrebbe se fosse un “non fumatore”.





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